Abbonamento ricarica auto elettrica: conviene? La tabella del pareggio
kWh di pareggio = canone ÷ sconto al kWh
È tutta qui. Un abbonamento di ricarica conviene solo sopra la soglia di kWh in cui lo sconto accumulato supera il canone che paghi. Con un canone di €4 al mese e uno sconto di 10 centesimi al kWh servono 40 kWh al mese caricati sulla rete scontata — circa 220 km. Sotto quella soglia l’abbonamento non ti fa risparmiare: ti fa spendere di più.
Sotto trovi la tabella completa del pareggio per i canoni e gli sconti tipici del mercato italiano, i tre errori che fanno sbagliare il conto quasi a tutti, la verità sulle tariffe flat (spoiler: sulla ricarica pubblica non esistono) e come capire in due minuti in quale caso ti trovi.
La tabella del pareggio
Quanti kWh devi caricare ogni mese sulla rete che applica lo sconto perché l’abbonamento si ripaghi. La colonna dei chilometri usa un consumo medio di 0,18 kWh/km — un valore realistico per una compatta elettrica in uso misto.
| Canone mensile | Sconto 5 c/kWh | Sconto 10 c/kWh | Sconto 15 c/kWh |
|---|---|---|---|
| €2 / mese | 40 kWh ≈ 220 km | 20 kWh ≈ 110 km | 13 kWh ≈ 75 km |
| €4 / mese | 80 kWh ≈ 440 km | 40 kWh ≈ 220 km | 27 kWh ≈ 150 km |
| €6 / mese | 120 kWh ≈ 670 km | 60 kWh ≈ 330 km | 40 kWh ≈ 220 km |
| €10 / mese | 200 kWh ≈ 1.110 km | 100 kWh ≈ 560 km | 67 kWh ≈ 370 km |
Calcolo: kWh di pareggio = canone ÷ sconto al kWh. Chilometri stimati a 0,18 kWh/km di consumo medio reale.
Canoni e sconti indicati sono le fasce tipiche dei piani italiani nel 2026: verifica i valori esatti del piano che stai valutando e rifai la divisione, sono dieci secondi.
I chilometri indicati sono solo quelli percorsi con energia caricata sulla rete scontata: i km fatti con la ricarica di casa non contano.
I tre errori che fanno sbagliare il conto
- Contare tutti i kWh del mese, non solo quelli scontati. È l’errore più frequente e il più costoso. Quasi tutti i piani scontano solo le colonnine dell’operatore che li emette: sulle altre reti, raggiunte in roaming, paghi tariffa piena. Se carichi metà dei tuoi kWh altrove, la soglia di pareggio raddoppia.
- Dimenticare la ricarica di casa. Chi ha una wallbox carica in pubblico molto meno di quanto crede — spesso solo nei viaggi. Guarda lo storico reale delle sessioni pubbliche degli ultimi tre mesi, non la sensazione.
- Non rifare il conto quando cambia la vita. Installi una wallbox, cambi lavoro, cambi auto: i kWh pubblici crollano o esplodono e il piano che conveniva smette di convenire. Un abbonamento è una scommessa sulle tue abitudini future, non sulle passate.
Esiste una tariffa flat per ricaricare l’auto elettrica?
Sulla ricarica pubblica in Italia non esiste una vera tariffa flat illimitata. Quello che viene chiamato «flat» sono tre cose diverse, e vale la pena distinguerle:
- Piani a canone con prezzo al kWh scontato. Non sono flat: paghi comunque ogni kWh, solo meno. Sono quelli a cui si applica la tabella qui sopra.
- Pacchetti con un monte kWh incluso. Flat fino a una soglia, poi si torna alla tariffa normale — e i kWh non usati di solito non si accumulano.
- Tariffe di energia domestica con fascia dedicata alla wallbox. Queste sì che possono avere un prezzo fisso, ma riguardano la ricarica a casa, non le colonnine pubbliche: sono due mercati diversi.
I piani davvero illimitati sono stati progressivamente ritirati dal mercato: funzionano finché i clienti caricano poco, diventano insostenibili appena qualcuno li usa sul serio. Negli ultimi anni la direzione è stata l’opposta — abolizione dei canoni e ritorno al pay-per-use puro, con eventuali piani leggeri come opzione. Se leggi «ricarica illimitata», leggi anche le condizioni: quasi sempre c’è un tetto, un vincolo di rete o una fascia oraria.
In quale caso ti trovi
- Ricarichi soprattutto a casa → pay-per-use senza canone. Il costo fisso ti penalizza tutti i mesi in cui non viaggi, e sono la maggioranza.
- Non hai un box, dipendi dalla colonnina di quartiere sempre della stessa rete → è il caso in cui l’abbonamento può davvero convenire: fai la divisione con i tuoi numeri e verifica di superare la soglia con margine.
- Fai tanti km ma su reti diverse → nessun abbonamento singolo ti copre: meglio un’app multi-rete senza canone e prezzo trasparente. Uno sconto legato a una sola rete vale poco se poi carichi altrove.
- Non sai quanti kWh carichi in pubblico → non sottoscrivere nulla. Passa tre mesi in pay-per-use, guarda i numeri veri e poi decidi.
L’alternativa: pay-per-use senza canone
Il pay-per-use non ha soglie da superare: nessun canone, paghi solo i kWh che carichi. Non «perdi» nulla nei mesi in cui ricarichi poco e non sei legato a una rete. È il modello di evvai.app: nessun abbonamento obbligatorio, prezzo di ogni colonnina mostrato prima di collegare — IVA inclusa — e nessuna tessera da gestire. Se un giorno il tuo chilometraggio pubblico cresce molto, rifarai il conto: ma parti senza costi fissi e decidi con i tuoi numeri, non con una promessa.
Parti senza canone, decidi dopo
- Ricarichi in pay-per-use e vedi il prezzo di ogni colonnina prima di collegare, IVA inclusa.
- Guardi lo storico delle tue sessioni pubbliche: kWh reali, non stime.
- Fai la divisione con i tuoi numeri e valuti un piano solo se supera la soglia con margine.
Nota metodologica
La soglia di pareggio è aritmetica pura: canone mensile diviso lo sconto al kWh dà i kWh mensili oltre i quali il piano si ripaga. La conversione in chilometri usa un consumo medio reale di 0,18 kWh/km; con un SUV elettrico sali verso 0,20–0,22 kWh/km e i chilometri di pareggio scendono, con un’utilitaria efficiente succede il contrario. Canoni e sconti in tabella sono fasce tipiche del mercato italiano nel 2026, non i valori di un piano specifico: usa quelli del piano che stai valutando.
Non pubblichiamo i prezzi al kWh dei singoli operatori: cambiano di continuo ed è esattamente il motivo per cui vanno letti live prima di collegare, non su una pagina statica. evvai.app è un operatore di mobilità elettrica (EMP) indipendente: usi le colonnine delle reti aderenti in roaming, con un solo account. I marchi eventualmente citati appartengono ai rispettivi proprietari.
Domande frequenti
Conviene l’abbonamento per ricaricare l’auto elettrica?
Conviene solo sopra una soglia precisa di kWh caricati in pubblico ogni mese: quella in cui lo sconto totale supera il canone. La formula è kWh di pareggio = canone mensile diviso lo sconto al kWh. Con un canone di €4 e uno sconto di 10 centesimi al kWh servono 40 kWh al mese sulla rete scontata, cioè circa 220 km percorsi caricando solo lì. Chi ricarica soprattutto a casa quasi mai raggiunge la soglia.
Qual è il miglior abbonamento per la ricarica dell’auto elettrica?
Non esiste un miglior abbonamento in assoluto: esiste quello che si ripaga con i tuoi kWh. Prima di guardare i piani, calcola quanti kWh carichi in pubblico ogni mese e su quali reti. Se sono pochi o distribuiti su reti diverse, nessun abbonamento conviene, perché quasi tutti scontano solo la rete di chi li emette.
Esiste una tariffa flat per ricaricare l’auto elettrica?
Sulla ricarica pubblica in Italia non esiste una vera tariffa flat illimitata. Quello che il mercato chiama flat sono in realtà tre cose diverse: piani a canone con prezzo al kWh scontato, pacchetti con un monte kWh incluso, oppure tariffe di energia domestica con fascia dedicata alla wallbox. I piani davvero illimitati sono stati ritirati man mano che i consumi crescevano, perché insostenibili per chi li offriva.
Quanto si risparmia con un abbonamento di ricarica?
Il risparmio netto è lo sconto al kWh moltiplicato per i kWh caricati sulla rete scontata, meno il canone. Sotto la soglia di pareggio il risultato è negativo: l’abbonamento fa spendere di più. Il conto va rifatto ogni volta che cambi abitudini, ad esempio quando installi una wallbox a casa e i kWh pubblici crollano.
Meglio pay-per-use o abbonamento?
Per la maggioranza delle persone il pay-per-use, perché non ha costi fissi da ammortizzare e non ti lega a una rete. L’abbonamento ha senso in un caso preciso: alto chilometraggio, ricarica quasi tutta in pubblico e concentrata sulla rete che offre lo sconto. Se una delle tre condizioni manca, il conto non torna.
L’abbonamento vale su tutte le colonnine?
Quasi mai. Nella maggior parte dei casi lo sconto vale solo sulle colonnine dell’operatore che emette il piano, mentre sulle altre reti raggiunte in roaming paghi la tariffa piena. È l’errore di calcolo più frequente: si divide il canone per tutti i kWh del mese invece che per i soli kWh caricati sulla rete scontata.